21 ottobre 2009

Roomies

Quando qualche mese fa ho dovuto scegliere se andare a vivere in uno studio tutto mio o dividere un appartamento con altre persone, non pensavo che questa seconda scelta sarebbe stata così felice. Avevo paura di incontrare persone litigiose, disordinate o poco pulite. Invece, non avrei potuto fare scelta migliore.
La residenza dove vivo, in effetti, è stata inaugurata da poco e tutte le stanze sono moderne e dotate di bagni privati. La mia poi è davvero spaziosa (ho una scrivania grande più del doppio di quella che avevo a Roma), la moquette e le tende sono del mio colore preferito, sulla porta ho messo la locandina di Colazione da Tiffany (perché anche io, come Holly, mi sento in transito) e le foto delle persone che amo sono sparse qua e la. L'unica parte che condivido, quindi, è la cucina. Ho sette coinquilini con cui ogni sera preparo la cena, scambio due chiacchiere e scherzo fino a tarda notte e con cui sono già diventata buona amica, come accade spesso quando si vive gomito a gomito.
C'è Jack, truly british, che una volta mi ha detto: "tea is one of those things that make me believe that God exists". Jack è timido ma si affeziona facilmente alle persone, domenica scorsa ha ballato per dodici ore consecutive al Fabric ma ama la storia e conosce tutti i migliori ristoranti del paese. Jack si è offerto di correggere la grammatica dei miei essay in cambio di un risotto.
C'è Kate, from NYC, che ha le gote naturalmente rosse, fa delle facce buffissime mentre parla e mentre cucina sente la musica e - dio se si vede che è newyorkese - ha una cultura musicale pazzesca e mi sta facendo scoprire tanti gruppi underground meritevoli di attenzione.
Poi c'è Leonidas, da Sparta (non vi preoccupate, l'abbiamo già preso in giro), che cucina sempre italiano ma non vi dico come (ho già preparato il mio debole cuoricino all'eventualità che una sera di questa condisca i suoi spaghetti scotti con il ketchup). Leo è sempre pronto à faire la fête e ha messo su una specie di bisca clandestina che ogni mercoledì sera si riunisce nella common room per giocare a poker.
Letitia, detta Leti, viene dal Mexico, ama chiacchierare la sera davanti ad una tazza di caffé e quando mi ha vista schiacciata contro un muro perché da lontano avevo visto un lombrico (io ho da sempre questa strana fobia per i vermi), l'ha allontanato con un piede e sorridendo mi ha detto "figurati, nel mio paese se li mangiano!".
Peggy è nata in Cina e ama la moda: ha codificato la "boops or legs rule" come criterio di riferimento dell'eleganza femminile, prepara sempre delle zuppe deliziose ed è il tipo di persona che ti incoraggia con un sorriso.
Mancano all'appello una ragazza che sta facendo il suo PhD, che noi tutti per comodità chiamiamo la coinquilina fantasma a causa della scarsissima frequenza con cui si fa vedere in giro, e una ragazza Kazaka che è molto riservata, ma sempre cordiale.
My home sweet home.

9 commenti:

Irene ha detto...

Che bello avere la possibilità di stare a contatto con realtà e mondi diversi...!Sembrano tutti molto simpatici!Io ed Elena ti mandiamo un bacione da Roma!:)

spiderfedix ha detto...

ma è stupendo!!!!!
tutti da posti diversi!! eccezionale giulia..gran fortuna!!

CM ha detto...

Jack è un mio sosia?

enrico ha detto...

carlo, devi avere il coraggio di scrivere quello che stai dicendo a me via skype in questo momento!

giulia ha detto...

irene ed elena: lo sono, moltissimo! Un bacino speciale ad Elena (eh eh).

fede: infatti, tra un po' cominciamo le cene da tutto il mondo: a turno cuciniamo piatti tipici dei nostri paesi!

carlo: no, Jack è più piccolo di tre anni, tanto per cominciare.

enri: e sarebbe?

enrico ha detto...

lo dirà lui, se ha il coraggio!

giulia ha detto...

Eh, figurati. Odio queste forme di cameratismo, sappiatelo!

sere ha detto...

non vedo l'ora di conoscere i tuoi coinquilini. Appese al muro ci stanno anche le mie foto, vero? :))

giulia ha detto...

Adorerai Peggy, la sua cultura in tema di moda e stilisti è pari alla tua!