23 novembre 2009

Sulle scarpe però sono ancora indecisa.

Lui: Ecco, questa è una cosa che mi piace di te, che non ti preoccupi eccessivamente del futuro, non sei una di quelle persone che hanno sempre bisogno di pianificare qualsiasi cosa. Tipo il matrimonio, scommetto che non hai neanche mai pensato al tipo di vestito che vorresti indossare.
Lei: Ehm, si amore. Cambiando argomento...
Lui: No! Ci hai pensato? Dì la verità.
Lei: Mah così, forse è capitato qualche volta in passato, ma sempre per gioco e rimanendo sul vago, ecco.
Lui: Oh mio dio, e come sarebbe questo vestito?
Lei: Ti ho detto, non...non ne ho un'idea precisa.
Lui: Va beh, com'è questa vaghissima idea?
Lei: Ok, è un vestito di Vera Wang, ovviamente bianco, a tubino, lunghezza fino al ginocchio, con lo scollo a barchetta, si stringe sulla vita e, aspetta, ti spedisco la foto. Arrivata?
Lui: Vaga idea Giulia, eh? Praticamente lo devi solo comprare!

21 novembre 2009

E' quasi inverno, ma qui a Londra non fa freddo.

Mi piace perdermi a Chinatown di sabato pomeriggio. Scendo giù dall'11 all'ultimo momento e cammino per the Strand a passo rapido fino a Trafalgar Square: le vie sono già decorate in occasione del Natale e ovunque mi giri c'è qualche lucina a mettermi allegria. Raggiungo l'Haymarket theatre e prendo i biglietti per Breakfast at Tiffany's per la prossima volta che Enrico sarà qui. Ho letto recensioni entusiasmanti sull'attrice che interpreta Holly e Paul è piuttosto noto in quel di Hollywood, e poi comunque la versione teatrale è l'unica che mi manca  visto che conosco a memoria sia il libro che il film.
Prendo le vie laterali per evitare Piccadilly Circus - di sabato pomeriggio è sempre così affollata da turisti e maniaci dello shopping - e poi rallento: entro in un alimentari coreano e con calma mi guardo intorno. Devo assolutamente ricordarmi di chiedere a Simon di accompagnarmici in futuro, per aiutarmi a scegliere i gyoza e le zuppe di noodle migliori. Saluto il proprietario e proseguo per Little Newport street, dove c'è quella tavola calda cinese con  una signora che accanto alla finestra prepara a mano i dumpling: se c'è una cosa che adoro è osservare qualcuno mentre cucina, i gesti che si ripetono sicuri come in una perfetta catena di montaggio. Quando scopre che la guardo con attenzione, arrossisce e scoppiamo a ridere all'unisono: si ma non mi scappa, signora, prima o poi li assaggerò i suoi ravioli!
Librerie, boutique, negozi di oggettistica e ristoranti di ogni tipo riempiono ogni centimetro quadrato da Convent Garden fino ad Holborn: c'è un tipo che mi chiede se sono interessata a conoscere il migliore parrucchiere della città (ehm..devo proprio andare, scusi!) e un gruppo di signore che mi chiedono la strada più rapida per Oxford Street e si fidano delle mie indicazioni anche se ho un accento straniero e loro una cartina. Ci sono ragazzi che suonano jazz e un'orchestra di strada che attacca la Marsigliese. C'è profumo di noccioline tostate nell'aria e ognuno stringe al petto il suo caffé.
Vacanze, ma quando cominciate?

18 novembre 2009

Stuff Giulia likes

Coffee ("and you do not want to see me before I get my morning coffee"), farmer's markets, Barack Obama, tea, traveling, wine, not having a Tv, snowboarding, architecture, breakfast places, indie music, sushi, plays, lawyers, Juno, Japan, knowing what's best for poor people, expensive sandwiches, recycling, Manhattan, kitchen gadgets, irony, dogs, Michel Gondry, study abroad, bottles of water, dinner parties, grammar, free healthcare, children's games as adults, unpaid internships, hummus, Halloween, America, Vespa scooters.

Secondo Christian Lander, in pratica, sono bianca che più bianca non si può. Mmm, non ci avete capito niente? Andate sul suo blog, allora, e scommetto che non smetterete di ridere per un bel po'. Perché in fondo siamo tutti dei cliché.

14 novembre 2009

Mamma mia!


Guardate un po' cosa è appena arrivato dall'Italia.
Certe volte adoro gli stereotipi: e allora hip hip hurrà per le mamme italiane!

12 novembre 2009

Well done!

E poi all'improvviso una piccola buona notizia ti cambia la giornata. No, non mi riferisco al fatto che la nuova collezione di scarpe firmata Jimmy Choo sarà distribuita low cost presso H&M. Né sto parlando della festa a tema "the Roaring Twenties" che ho in programma alla fine del mese e per la quale ho già trovato un vestito divino. E nemmeno del weekend con fidanzato che comincia domani e finisce lunedì (e lui ancora non sa cosa gli ho organizzato!).
No, mi riferivo alla prima (e forse ultima?) distinction che ho preso qui in Inghilterra, per il mio primo essay, con tanto di complimenti sinceri dal mio professore che mi ha anche proposto di lavorare insieme per la tesi finale. Onestamente mi aspettavo di aver preso un pass. Yes, yes, yes, today I can!

11 novembre 2009

Esistono davvero.

Parlo delle donne in carriera che popolano la City e che potete incontrare alle 8 di un mercoledì mattina in palestra, mentre - correndo sul tapis roulant - studiano la pagina finanziaria del Times. E io che credevo fossero il frutto dell'immaginazione perversa degli sceneggiatori di Hollywood.
A proposito, se divento così, per favore sopprimetemi.

08 novembre 2009

Autunno a Cambridge



Insomma, dopo una notte di meritati bagordi - pochi giorni dopo la consegna dei primi essays che mi hanno fatto tanto penare - stamattina sono salita su un treno con alcuni amici e sono partita alla volta di Cambridge, la celebre cittadina inglese che ospita una delle più antiche università del mondo, nonché una delle più rinomate (da qui sono uscite personalità del calibro di John Milton, Charles Darwin, Crick&Watson, Stephen Hawking ma anche il Dr. House e Sacha Baron-Cohen!).
Cambridge è immersa nella campagna inglese ed è a misura di studente. Non ci vuole più di una giornata per visitarla tutta, ma perdersi tra i cortili dei suoi college, riempirsi gli occhi dei colori autunnali che in questo periodo dell'anno sono in piena esplosione, passeggiare lungo il fiume Cam (a proposito, voi lo sapevate che il nome Cambridge viene da qui?) e osservare le tipiche imbarcazioni di legno passare sotto il Ponte dei Sospiri, è qualcosa che davvero ti rimette in pace con il mondo.
E la prossima volta dove si va, a Oxford o a Edimburgo?

Notti folli in quel di Soho

Il mio mascara ha una tenuta invidiabile: è da un po' di tempo che me lo ritrovo - tale e quale a come l'ho messo la sera precedente - sul mio cuscino alla mattina.

07 novembre 2009

Gli orsetti polari no.

Io: Brrr, accendete subito il riscaldamento, qui dentro faranno 7 gradi.
Jack: No lascia stare, cucinando la temperatura si alza.
Leo: E poi non fa bene all'ambiente.
Io: Oh avanti, consumo pochissima energia, uso solo mezzi pubblici, riciclo qualsiasi cosa e poi va a finire che mi ammalo per colpa vostra, vi siete impazziti?
Leo: E come facevano duecento anni fa, quando non c'era l'elettricità?
Io: Morivano di polmonite?
Jack: Leo ha ragione, bisogna ridurre i consumi. Ti piacciono gli orsi polari?
Io: Mm mm, è uno dei miei animali preferiti, insieme al riccio, la tigre e...
Jack: Ecco, immaginati un cucciolo di orso polare...
Leo: su una lastra di ghiaccio, accanto alla mamma.
Io: Piantatela, non voglio sentire.
Jack: E ad un certo punto, a causa del riscaldamento globale, la lastra si rompe.
Leo: E mamma e figlio vengono separati. Per sempre.
Io: Bla, bla, bla.
Jack: E lui è spaventato. Immaginatelo, poverino, col musetto bianco e l'espressione triste. Se fosse un bambino, piangerebbe.
Leo: Per colpa tua.
Io: Spegni quell'affare e controllami la pasta, per cortesia. Vado a prendere due felpe.

06 novembre 2009

Palla al centro.

La notizia del sorpasso dell'economia italiana ai danni di quella britannica qui è arrivata più di dieci giorni fa. Lo sa bene Jack, visto che a suo tempo avevo attaccato il ritaglio dell'articolo del Telegraph alla sua porta, allegando un post-it:

"lo vedi? Questo è il motivo per cui lo scaffale del tuo frigo è sempre vuoto, mentre il mio è pieno di cibo grandioso! Se hai bisogno di zucchero, caffé o pane, sentiti libero di prenderli dalla mia dispensa senza chiedermi il permesso. Noi italiani siamo sempre pronti ad aiutare gli abitanti di paesi più sfortunati".

Ha aspettato ieri per vendicarsi. Al ritorno dal suo primo giorno come ricercatore in Parlamento, gli ho chiesto: "com'è il lavoro, divertente?". E lui mi ha risposto:

"Interessante al massimo. Lo so che lavorare nel Parlamento italiano deve essere innanzitutto un'esperienza divertente, ma da queste parti nelle istituzioni si lavora seriamente".

Touché: siamo pari.