23 novembre 2009
21 novembre 2009
E' quasi inverno, ma qui a Londra non fa freddo.
Prendo le vie laterali per evitare Piccadilly Circus - di sabato pomeriggio è sempre così affollata da turisti e maniaci dello shopping - e poi rallento: entro in un alimentari coreano e con calma mi guardo intorno. Devo assolutamente ricordarmi di chiedere a Simon di accompagnarmici in futuro, per aiutarmi a scegliere i gyoza e le zuppe di noodle migliori. Saluto il proprietario e proseguo per Little Newport street, dove c'è quella tavola calda cinese con una signora che accanto alla finestra prepara a mano i dumpling: se c'è una cosa che adoro è osservare qualcuno mentre cucina, i gesti che si ripetono sicuri come in una perfetta catena di montaggio. Quando scopre che la guardo con attenzione, arrossisce e scoppiamo a ridere all'unisono: si ma non mi scappa, signora, prima o poi li assaggerò i suoi ravioli!
Librerie, boutique, negozi di oggettistica e ristoranti di ogni tipo riempiono ogni centimetro quadrato da Convent Garden fino ad Holborn: c'è un tipo che mi chiede se sono interessata a conoscere il migliore parrucchiere della città (ehm..devo proprio andare, scusi!) e un gruppo di signore che mi chiedono la strada più rapida per Oxford Street e si fidano delle mie indicazioni anche se ho un accento straniero e loro una cartina. Ci sono ragazzi che suonano jazz e un'orchestra di strada che attacca la Marsigliese. C'è profumo di noccioline tostate nell'aria e ognuno stringe al petto il suo caffé.
Vacanze, ma quando cominciate?
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giulia
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18:40
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18 novembre 2009
Stuff Giulia likes
Secondo Christian Lander, in pratica, sono bianca che più bianca non si può. Mmm, non ci avete capito niente? Andate sul suo blog, allora, e scommetto che non smetterete di ridere per un bel po'. Perché in fondo siamo tutti dei cliché.
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giulia
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19:56
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14 novembre 2009
Mamma mia!
Guardate un po' cosa è appena arrivato dall'Italia.
Certe volte adoro gli stereotipi: e allora hip hip hurrà per le mamme italiane!
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giulia
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15:31
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12 novembre 2009
Well done!
No, mi riferivo alla prima (e forse ultima?) distinction che ho preso qui in Inghilterra, per il mio primo essay, con tanto di complimenti sinceri dal mio professore che mi ha anche proposto di lavorare insieme per la tesi finale. Onestamente mi aspettavo di aver preso un pass. Yes, yes, yes, today I can!
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giulia
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15:23
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11 novembre 2009
Esistono davvero.
A proposito, se divento così, per favore sopprimetemi.
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giulia
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12:21
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08 novembre 2009
Autunno a Cambridge
Cambridge è immersa nella campagna inglese ed è a misura di studente. Non ci vuole più di una giornata per visitarla tutta, ma perdersi tra i cortili dei suoi college, riempirsi gli occhi dei colori autunnali che in questo periodo dell'anno sono in piena esplosione, passeggiare lungo il fiume Cam (a proposito, voi lo sapevate che il nome Cambridge viene da qui?) e osservare le tipiche imbarcazioni di legno passare sotto il Ponte dei Sospiri, è qualcosa che davvero ti rimette in pace con il mondo.
E la prossima volta dove si va, a Oxford o a Edimburgo?
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giulia
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21:45
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Notti folli in quel di Soho
Il mio mascara ha una tenuta invidiabile: è da un po' di tempo che me lo ritrovo - tale e quale a come l'ho messo la sera precedente - sul mio cuscino alla mattina.
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giulia
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09:00
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07 novembre 2009
Gli orsetti polari no.
Jack: No lascia stare, cucinando la temperatura si alza.
Leo: E poi non fa bene all'ambiente.
Io: Oh avanti, consumo pochissima energia, uso solo mezzi pubblici, riciclo qualsiasi cosa e poi va a finire che mi ammalo per colpa vostra, vi siete impazziti?
Leo: E come facevano duecento anni fa, quando non c'era l'elettricità?
Io: Morivano di polmonite?
Jack: Leo ha ragione, bisogna ridurre i consumi. Ti piacciono gli orsi polari?
Io: Mm mm, è uno dei miei animali preferiti, insieme al riccio, la tigre e...
Jack: Ecco, immaginati un cucciolo di orso polare...
Leo: su una lastra di ghiaccio, accanto alla mamma.
Io: Piantatela, non voglio sentire.
Jack: E ad un certo punto, a causa del riscaldamento globale, la lastra si rompe.
Leo: E mamma e figlio vengono separati. Per sempre.
Io: Bla, bla, bla.
Jack: E lui è spaventato. Immaginatelo, poverino, col musetto bianco e l'espressione triste. Se fosse un bambino, piangerebbe.
Leo: Per colpa tua.
Io: Spegni quell'affare e controllami la pasta, per cortesia. Vado a prendere due felpe.
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giulia
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20:32
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06 novembre 2009
Palla al centro.
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giulia
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